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06
Mag
2022

Sindrome dell’ovaio policistico: terapia con spironolattone (Aldactone) e COVID19


È stato pubblicato di recente un nostro studio fatto in pazienti con sindrome dell’ovaio policistico ()PCOS che avevano contratto il COVID durante la terapia con Aldactone. La Rivista “European Journal of Endocrinology” è una delle più importanti riviste mondiali di Endocrinologia. Il titolo è “Lo spironolattone (Aldactone) può proteggere da un quadro grave di COVID le pazienti con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)?
 
Lo studio riporta come la terapia con spironolattone (Aldactone) da più di 4 mesi, protegga dalla forma grave di COVID 19 le pazienti con PCOS anche se non vaccinate. 

Uno studio precedente sulla stessa rivista aveva evidenziato come le pazienti con PCOS contraevano più facilmente il COVID ed probabilmente erano più soggette a forme gravi dell’infezione proprio per il fatto che avevano una concentrazione più elevata di ormoni androgeni.

È noto che il virus per entrare nelle cellule dell’albero respiratorio necessita di due fattori presenti nella membrana delle cellule, uno è l’ACE e l’altro fattore è una proteina della membrana delle cellule dell’albero respiratorio che viene attivata dal legame degli ormoni maschili a strutture della cellula chiamate recettori degli androgeni.
 
E’ noto che le pazienti con PCOS hanno un aumento degli ormoni maschili o dei recettori degli androgeni e qwuesto fatto genetico spiega i segni e sintomi più sentiti dalle pazienti (acne, peluria, caduta di capelli)

 Il nostro studio dimostra che le pazienti con PCOS in terapia da almeno 4 mesi con 100 mg di Aldactone al giorno, che non erano ancora state vaccinale e avevano contratto il virus, manifestavano sintomi lievi della malattia. 

L’aldactone sembra in grado di bloccare il recettore degli androgeni impedendone l’azione e quindi limitando la possibilità di dare danni gravi all’organismo.
L’Aldactone ha anche un’azione protettiva sull’altro meccanismo di entrata del virus nelle cellule in quanto è in grado di aumentare l’ACE circolante e quindi limitando l’entrata in cellule di altri tessuti. Un meccanismo importante di protezione è legato anche all’azione bloccante da parte dell’aldactone sull’aldosterone che è un potente ormone proinfiammatorio coinvolto nella tempesta immunitaria indotta in alcuni casi dal virus.
 
Lo studio è stato eseguito in 200 pazienti con PCOS di cui 4 hanno contratto il COVID 19. La conclusione di tale studio è che l’effetto positivo della terapia con aldactone in pazienti con COVID 19 andrebbe approfondita in una casistica più ampia.

Già un anno prima in un altro studio del nostro mgruppo di ricerca (pubblicato su Frontiers on Pharmacotherapy) avevamo ipotizzato che lo spironolattone (Aldactone) da solo o associato alla liquerizia potrebbe avere un effetto positivo nella terapia dell’infezione da COVID 19. Tale ipotesi è stata anche considerata da altri studi pubblicati su altre riviste internazionali.
 
L’effetto positivo della liquerizia nella SARS, una virosi anch’essa legata a un coronavirus insorta nel 2004, era stata valutata molti anni orsono in un altro lavoro pubblicato sulla rivista Lancet. E’ interessante come in pazienti con PCOS la terapia con Aldactone associato a liquerizia è consigliata, proprio sulla base di un nostro studio precedente del 2012 ove avevamo proposto e valutato l’effetto positivo di questa associazione. Ambedue le sostanze hanno un’azione antiandrogena, antiinfiammatoria e la liquerizia limita l’effetto possibile ipotensivo dell’aldactone che ha anche un’azione diuretica.
 
Per eventuali chiarimenti o informazione scrivere una mail
decio.armanini@unipd.it

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