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07
Feb
2010

La tiroide e le malattie tiroidee



La tiroide e le malattie tiroidee

La tiroide è una ghiandola endocrina che produce la tiroxina. La tiroxina si trasforma in triiodotoronina, suo prodotto attivo, un ormone indispensabile per la sopravvivenza che regola il metabolismo, la temperatura corporea, la funzione cardiovascolare e altre importanti funzioni.


La tiroide si trova anteriormente nel collo e presenta un lobo destro, un lobo sinistro collegati con l’istmo. Una sua modificazione di dimensioni e forma, può dare disturbi sia direttamente a livello della ghiandola, sia nelle zone vicine, considerando che la tiroide si sviluppa a fianco dei i muscoli del collo, della trachea e dell’esofago. Un ingrandimento della tiroide viene genericamente chiamato gozzo.
Il gozzo può derivare da vari fattori come la carenza di iodio nell’alimentazione, malattie genetiche che coinvolgono un’alterata sintesi della tiroxina o altre patologie varie

  • Le malattie della tiroide sono le più frequenti in campo endocrino.
  • Le patologie tiroidee più frequenti sono:
  • Malattie con iperfunzione (ipertiroidismo)
  • Malattie con ipofunzione (ipotiroidismo)
  • Patologie tiroidee senza alterazioni della funzione.
  • Tumori


ipertiroidismo
L’iperfunzione puo’ essere dovuta a:

  • uno stimolo esagerato sulla tiroide da parte di fattori esterni ( di solito anticorpi stimolanti o morbo di Basedow )
  • un’perproduzione di fattori stimolandi intratiroidei (gozzo tossico nodulare)
  • più raramente ad un aumentata produzione di  TSH da adenoma dell’ipofisi (Il TSH prodotto dall’ipofisi stimola la tiroide a produrre la tiroxina)
  • un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei da parte di noduli autonomi, che cioè funzionano in eccesso per conto proprio.
  • assunzione di ormoni tiroidei o di sostanze contenenti iodio. Un’assunzione di ormoni tiroidei è frequente sia per prescrizione erronea ad uso dimagrante o in prodotti topici come creme  o per errato dosaggio di ormoni tiroidei in soggetti che hanno bisogno degli stessi.
  • Una forma rara di ipertiroidismo può avvenire in donne con struma ovario (un adenoma dell’ovaio producente ormoni tiroidei)


L’assunzione esagerata di iodio può scatenare un ipertiroidismo in soggetti predisposti o con una forma di ipertiroidismo non ancora manifesto. Lo iodio introdotto viene accumulato dalla tiroide e ne consegue una produzione eccessiva di ormoni tiroidei (si deve tener presente che la tiroxina contiene 4 molecole di iodio). I composti iodati più comunemente coinvolti in tali situazioni sono farmaci (come ad esempio l’amiodarone usato in alcune patologie cardiache, l’uso di iodio in soluzione (tintura, lavande vaginali etc), polivitaminici, ricostituenti contenenti sali minerali, composti contenenti alghe particolari, assunzione esagerata di alimenti contenenti iodio. E’ da tenere presente che alcuni prodotti molto pubblicizzati usati per dimagrire possono causare gravi disfunzioni tiroidee in quanto contengono quantità esagerate di iodio o di ormoni tiroidei.


il sale iodato fa bene?. Di solito la sua assunzione è utile in quanto spesso vi è carenza di iodio nell’alimentazione specialmente in alcune regioni e quindi il suo uso potrebbe evitare la comparsa di patologie tiroidee nodulari o di altro tipo. Può succedere però che pazienti predisposti all’ipertiroidismo o con ipertiroidismo assumono il sale iodato e questo potrebbe anticipare o accentuare la patologia. Tutto sommato, l’uso del sale iodato dovrebbe essere consigliato dal medico che potrebbe conoscere un eventuale potenziale ipertiroidismo nel paziente in oggetto.


Quali sono i sintomi dell’ipertiroidismo?

I sintomi più comuni sono: sudorazione tremori fini alle mani, cardiopalmo, nervosismo, talora diarrea dimagramento, perdita di capelli, disturbi mestruali, insonnia. In casi particolari si sviluppa un esoftalmo (protrusione degli occhi o di un occhio). Si possono anche manifestare aumento della pressione e dolori muscolari.
La diagnosi deve essere fatta al più presto possibile in modo da iniziare la terapia adatta che ha lo scopo di ripristinare uno stato di eutiroidismo dopo un tempo più o meno lungo. Se la terapia medica non fosse attuabile, vi sono terapie alternative (con iodio radioattivo o chirurgica). La terapia chirurgica si riserva ai casi in cui altre terapia non abbiano dato risultati soddisfacenti dopo un periodo adeguato o in casi di dimensioni della ghiandola tali da dare segni di compressione agli organi vicini. La terapia chirurgica è anche spesso riservata ai nodi tiroidei singoli che producono eccessive quantità di tiroxina (adenoma di Plummer o adenoma autonomo). In tali situazioni l’endocrinologo suggerirà eventualmente terapie alternative come lo iodio radioattivo dopo aver valutato il singolo caso e in accordo con il medico nucleare.

Ipotiroidismo
E’ dovuto alla ridotta produzione della tiroxina da parte della tiroide. Le cause più frequenti sono le patologie autoimmuni, cioè la produzione di anticorpi contro la propria tiroide (come se l’organismo rigettasse la sua tiroide) Tale patologia è chiamata tiroidite cronica o tiroidite di Hashimoto. Naturalmente, anche alterazioni congenite e interventi chirurgici di asportazione di parte o tutta la tiroide creano un ipotiroidismo, come pure irradiazioni nella zona. L’eccesso di terapia per l’ipertiroidismo può talora provocare un ipotiroidismo. Una forma rara di ipotiroidismo si può sviluppare in una tiroide sana qualora l’ipofisi, che è la ghiandola che regola anche la tiroide, non funzionasse e quindi non producesse il TSH, l’ormone tireostimolante.
I sintomi dell’ipotiroidismo sono: freddolosità, sonnolenza, gonfiore, stanchezza, voce roca e bassa ritenzione di liquidi etc. Naturalmente si dovrebbe sospettare la malattia già ai primi sintomi o visitando la tiroide in base alla sua consistenza.


Il sospetto diagnostico sarà confermato con il riscontro di valori bassi di ormoni tiroidei, di alterazioni di parametri connessi come certi enzimi muscolari (CPK),  talora alterazioni della concentrazione di calcio, di sodio di colesterolo etc. I valori del TSH di cui abbiamo parlato sopra saranno o  elevati (se il danno è a livello tiroideo) o bassi se la tiroide sana non può funzionare in quanto le manca lo stimolo del TSH (Danno dell’ipofisi o di zone cerebrali che la regolano)
La terapia è molto semplice e consta nel somministrare per bocca l’ormone tiroideo che manca (terapia sostitutiva)

La tiroidite subacuta (tiroidite di De Quervain)
Tale patologia viene sospettata in caso di dolore importante al collo spesso con febbre mal di gola. Si tratta probabilmente di un’infezione virale che di solito si risolve con terapia adeguata o con acido acetilsalicilico o suoi analoghi o con cortisonici. Di solito tale patologia si risolve con la sua guarigione.

Le patologie nodulari tiroidee.

E’ un campo molto frequente visto dai medici di medicina generale e da qualsiasi medico, ma in particolare dagli endocrinologi. Talora il nodo è un reperto casuale sia da parte di un medico durante la visita  (che deve sempre comprendere anche la palpazione del collo), che in corso di esami non mirati a valutare la tiroide come ad esempio l’ecodoppler delle carotidi.


La patologia nodulare tiroidea non è pericolosa nella maggior parte dei casi. Si deve tener presente che il 50% delle donne e il 20% degli uomini hanno nodi alla tiroide. La presenza di un nodo va valutata dallo specialista senza creare apprensione se non necessaria. Le caratteristiche del nodo alla visita, l’immagine dell’ecografia, la vascolarizzazione del nodulo sono già criteri per individuare i rari casi in cui è necessario un approfondimento con agoaspirato o altre valutazioni genetiche o elastografiche. Talora la comparsa di un grosso nodo all’improvviso è dovuta a un trauma o altro che provocano un emorragia intratiroidea, con formazione di una sacca di sangue che si organizza e di solito si riassorbe in tempi più o meno lunghi.


L’agoaspirato, se necessario, può essere importante per individuare o escludere i rari casi di neoplasia che saranno avviati al chirurgo per l’intervento. Il chirurgo deve valutare che tipo di intervento fare conoscendo gli esami precedenti e le conclusioni dell’endocrinologo. Naturalmente in corso di intervento il chirurgo valuterà ogni possibile tipo di procedura adatta al caso specifico. E’ anche possibile un esame estemporaneo del tessuto in corso di intervento per una più esatta definizione diagnostica.

I tumori tiroidei
sono essenzialmente di 4 tipi

  • Il tumore papillifero che è il più frequente
  • Il tumore follicolare
  • Il tumore midollare
  • Il tumore anaplastico indifferenziato

Raramente vi sono anche altre patologia tumorali tiroidee con i linfomi
I tumori più frequenti (il papillifero e il follicolare) hanno un’evoluzione e una diffusione molto lenta, per cui quasi sempre si arriva ad una guarigione dopo asportazione di tutta la tiroide e se necessario dei linfonodi specifici. In qualche caso si completa la terapia con lo iodio radioattivo.
Solo una piccola percentuale di tumori tiroidei ha un’evoluzione più seria e tali tumori sono conosciuti dallo specialista. Soprattutto in questi casi è necessario affidarsi a un chirurgo esperto di tali patologie che farà successivamente eseguire le terapia aggiuntive necessarie.

I tumori più difficili da curare sono il carcinoma midollare e l’anaplastico in cui l’endocrinologo, il chirurgo, il medico otorinolaringoiatra, il medico nucleare e l’oncologo debbono interagire per trovare la terapia più adatta al singolo caso.
Un importante dato da considerare è che il carcinoma midollare può essere famigliare e associarsi ad altre patologie che interessano altre ghiandole  Tali forme si chiamano sindromi MEN (Neoplasia endocrine multiple) e interessano soprattutto le ghiandole surrenali (il feocromocitoma che  deriva dalla zona del surrrene che produce le catecolamine) e le paratiroidi (adenoma paratiroideo). Le paratiroidi sono 4 piccole ghiandole  a ridosso della tiroide che in questi pazienti possono essere sedi di neoplasia o produrre più ormone paratormone. Il paratormone regola la concentrazione ematica di calcio ed un suo eccesso può provocare osteoporosi e coliche renali.

Possono i nodi tiroidei associarsi ad altre patologie endocrine ?

E’ documentato che la tiroidite di Hashimoto si associa in metà dei casi di sindrome dell’ovaio policistico (vedere nello stesso sito internet la descrizione della patologia)
E’ noto che il gozzo nodulare si può frequentemente associare a una patologia del surrene (iperaldosteronismo primitivo)

Malattie della tiroidein gravidanza e allattamento
Data la frequenza di patologie tiroidee nella popolazione, la gravidanza è una situazione comune in corso sia di iper che di ipotiroidismo. Spesso inoltre la disfunzione si evidenzia durante la gravidanza o subito dopo. Sia l’iper- che l’ipotiroidismo non sono controindicazioni a intraprendere la gravidanza. L’ipotiroidismo se curato equivale a una funzione ottimale della tiroide in quanto la tiroide delle persone sane produce la tiroxina e i pazienti con ipotiroidismo assumono per bocca la stessa sostanza. Naturalmente non bisogna smettere la terapia  credendo che l’uso di farmaci è controindicato. In questi caso la terapia è indispensabile e anzi la dose di eutirox di solito deve essere aumentata e regolata in base al valore di TSH.


L’ipertiroidismo va curato di solito con il metimazolo ma in gravidanza è consigliabile un  prodotto più innocuo e maneggevole (il propiltiouracile). In ogni caso, in gravidanza un ipertiroidismo talora migliora anche spontaneamente. Le  pazienti con tali patologia possono quindi tranquillamente programmare una gravidanza. L’unica raccomandazione è che la dose del farmaco non sia  molto alta e in questo caso si dovrebbe aspettare un miglioramento con la terapia. La funzione tiroidea andrà monitorata durante la gravidanza per attuale se necessario la terapia o modificarne le dosi.
Durante l’allattamento se necessario è consigliabile l’uso del propiltiouracile che si ritrova nel latte in concentrazioni molto basse.

In conclusione
La presenza di patologie tiroidee è frequentissima e spesso famigliare e quasi sempre non deve essere fonte di allarme, ma ci si deve affidare a uno specialista che non solo spiegherà di cosa si tratta dopo aver fatto la diagnosi, ma anche sarà in grado di attuare o consigliare la terapia più adatta.
Il fatto di sentire un fastidio al collo di solito non è dovuto a patologie tiroidee dato che nella zona vi sono numerose altre strutture sia ossee che cartilaginee che linfonodali. E’ meglio sempre farsi vedere prima di pensare a diagnosi personali errate.
Sia l’ipertiroidismo che l’ipotiroidismo sono curabili. Nell’ipotiroidismo la terapia va fatta di solito tutta la vita ma non si tratta di usare un farmaco ma di assumere la quantità di ormone che manca. La terapia con tiroxina  viene chiamata terapia sostitutiva in quanto sostituisce alla carenza della tiroxina che di solito è prodotta dalla tiroide sana.

La presenza di nodi tiroidei è frequentissima e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di forme benigne che non necessitano di terapia ma semplicemente di monitoraggio.La presenza di sintomi o la visita della tiroide da parte dl medico impongono talora di verificare la possibile disfunzione della tiroide mediante il dosaggio degli ormoni tiroidei, di altri esami correlati e l’ecografia. Se necessario si opterà per l’esame citologico con agoaspiratoSia l’iper che l’ipotiroidismo sono curabiliI tumori tiroide sono molto rari e vi sono dei centri in cui la coordinazione fra i vari specialisti rende più facile sia la diagnosi che la terapia medica o chirurgica e le eventuali terapia successive (chirurgica, medico-nucleare, radioterapia e oncologica)
Talora una disfunzione ancora asintomatica può essere diagnosticata conoscendo le possibili associazioni fra patologie di altre ghiandole endocrine e la tiroide (tumori endocrini multipli, sindrome dell’ovaio policistico,iperaldosteronismo primitivo o altre forme di ipertensione etc)
La maggior parte dei tumori guarisce con l’opportuna terapia.
Un controllo annuale della tiroide è pertanto necessario da parte del medico di famiglia o se necessario dallo specialista


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Commenti
per tatriana indipendentemente dalla gravidanza il TSH deve stare circa fra 1 e 3 mUI/L se fosse più alto deve aumentare la dose di eutirox a meno che non sia un errore del laboratorio In gravidanza la dose di eutiroix va aumentata e il TSH deve essere più basso (tra 1 e 2 mUI/L). Eventualmente mi mandi un email con più dati decio.armanini@unipd.it


Inserito il: 19.01.2013 11:30 da decio armanini - Sito: http://www.decioarmanini.it
Salve. sono una ragazza di 31 affetta da tiroidite di hashimoto in cura da 7 anni con dosaggio eutirox da 100mg 5 giorni e da 125mg 2 giorni. sospetto una gravidanza ma non ho ancora eseguito le analisi ma la settimana scorsa intanto ho fatto quelli della tiroide. e dopo tanto tempo mi ritrovo il tsh davvero alto metre t4 e t3 compensati. potrebbe essere un segnale della gravidanza?se si è preuccupante? Grazie per l'attenzione.


Inserito il: 16.01.2013 11:55 da tatiana
non credo che l'omeopatia possa curare l'ipertiroidismo. Al limite alcuni prodotti erboristici ne possono essere la causa, sopattutto prodotti contenenti alghe o iodio o ormoni tiroidei L'omeopatia usa dosi minime di prodotti talora anche iodati e quini lo potrebbe peggiorare.Mi mandi un mail spiegandomi il problema (decio.armanini@unipd.it)


Inserito il: 09.09.2012 06:53 da decioarmanini - Sito: http://www.decioarmanini.it
Egregio dott armanini Cosa ne pensa dell'omeopatia x curare l'ipertiroidismo?!?


Inserito il: 07.09.2012 15:49 da Lisa
grazie per questo articolo interessante e chiarificatore per alcuni dubbi che mi erano venuti. Prenoterò presto una visita per un consulto da parte sua!


Inserito il: 22.01.2012 13:35 da valentina
la gravidanza in corso di tirodite di hashimoto è molto frequente e non da qualsi mai problemi. Solo in donne con aborti ripetuti si studia la possibiloità di patologie autoimmuni, ma ciò non è assolutamente la regola.Naturalmente la terapia con tiroxina deve essere adeguata in quanto durante la gravidanza la posologia di solito deve essere aumentata . La presenza degli anticorpi anti tiroide nella madre non è un porblema in quanto essi non passano la placenta e non possono arrivare al feto.


Inserito il: 07.12.2011 20:45 da decio armanini - Sito: http://www/decioarmanini.it
è vero che chi soffre di tiroidite di hascimoto in gravidanza potrebbe essere soggetto ad aborti? e che gli anticorpi tiroidei della madre potrebbero attaccare gli anticorpi del feto con rischio di un ritardo mentale del nascituro?


Inserito il: 06.12.2011 18:34 da luana
certo che può vaccinarsi, a meno che non viu sia una coontroindicazione non dovuta alla tiroidite (allergia a qualche componente, o altro) La tiroidite di Hashimoto se curate in modo apropriato conb tiroxina non è più una malattia. La nostra tiroide produce la tiroxina e se ne produce mneno la dobbiamo assumere per bocca controllandone periodicamente la dose, Dopoichè non avrà più problemi


Inserito il: 25.10.2011 00:07 da decio armanini - Sito: http://www.decioarmanini.it
Ci si può vaccinare contro l'influenza essendo affetti da Tiroidite di Hashimoto?


Inserito il: 24.10.2011 15:50 da Gianna
a Sabrina 20/9/2010 assoloutamente no. In caso di sintomi o motivi medeici che lo richiedono bisogna anche dosare FT4 o/e FT3. alora si potrebbe avere un ipotiroidismo dovuto a meccanismi più complessi. In ogni caso in caso di sintomi è sempre meglio prima ripetere l'esame. Eventualmente mi contatti sul mio email decio.armanini@unipd.it


Inserito il: 03.10.2010 11:27 da decio armanini - Sito: http://www.decioarmanini.it
Quando i valori del dosaggio del TSH sono nella norma si escludono sempre problemi alla tiroide? Grazie


Inserito il: 20.09.2010 21:31 da Sabrina
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